STIVALETTI BLU

Posted on febbraio 12, 2018 di

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C’era una volta, in un bosco di cui non si conosce la posizione, un bambino che tutti chiamavano “Stivaletti Blu” per via dei suoi stivali di color blu elettrico. Stivaletti Blu, o semplicemente “Stivaletti”, doveva portare il giornale al babbo. Loro abitavano alla fine del bosco e per arrivarci, naturalmente, bisognava attraversare tutto il bosco. Di solito era il babbo che usciva a comprare l’occorrente, ma quel giorno non poteva e così mandò Stivaletti. Mentre tornava a casa, Stivaletti incontrò un enorme orso bruno, molto feroce, che gli chiese dove stesse andando. Stivaletti gli rispose che andava dal suo babbo a portargli il giornale. Allora l’orso chiese con un ruggito piuttosto convincente se poteva accompagnarlo e Stivaletti acconsentì. Ad un certo punto, quando l’orso era certo di dove si trovasse la casa di Stivaletti, chiese a quest’ultimo di andare a prendere le prugne per il suo babbo, che lo avrebbero reso molto contento. Stivaletti obbedì e ci andò, ma invece delle prugne staccò un ramo, il ramo più duro che trovò, per colpire l’orso. Nel frattempo, l’orso era già entrato in casa di Stivaletti per mangiare suo babbo, ma per puro caso non lo trovò: al suo posto c’era il nonno di Stivaletti. L’orso dalla rabbia si divorò il nonno. Ma ecco che Stivaletti, giunto a casa, bussò alla porta e l’orsaccio, travestito da nonno, da dentro gli rispose che poteva entrare. Stivaletti di certo aveva capito che quello non era suo nonno, perciò strinse forte il ramo, che era di platano, e colpì a morte l’orso. Dopo un pochino il babbo fece ritorno da una battuta di caccia e, proprio in salotto, trovò l’orso disteso in terra, morto, e suo figlio, in ginocchio, lì davanti a piangere. Il babbo allora chiese a Stivaletti cosa fosse successo e lui gli raccontò tutto, anche che l’orso aveva mangiato il nonno. A questo punto il babbo, senza aspettare un secondo di più, prese un coltello ben affilato e tagliò la pancia all’orso. Da lì uscì il nonno vivo e vegeto! E così… vissero tutti felici e contenti!

Morale della favola: fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

FILIPPO CAPPELLI, IRENE NESTERINI

Classe I D

 

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